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Industria 4.0? Il passato, siamo pronti per la 5.0

In un contesto in continuo mutamento l’industria è alla ricerca continua di tecnologie e processi che permettano di mantenere competitività. Il governo ha recentemente lanciato l’incentivo “Transizione 5.0“, una misura che mira a stimolare l’adozione di tecnologie avanzate e la trasformazione digitale delle imprese, garantendo così maggiore competitività nel contesto globale. Quali strumenti incentivati L’obiettivo principale è promuovere l’integrazione di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things (IoT), la robotica avanzata e l’automazione, la blockchain, e la cybersecurity nei processi produttivi. Inoltre, si pone l’accento sull’importanza di una produzione sostenibile, spingendo le imprese ad adottare soluzioni che riducono l’impatto ambientale, migliorando l’efficienza energetica e promuovendo l’economia circolare. L’incentivo si rivolge a tutte le aziende del settore manifatturiero, senza distinzioni di dimensioni, e include anche contributi per la formazione del personale, essenziale per gestire e sfruttare al meglio le nuove tecnologie introdotte. Requisiti Per usufruire al meglio del nuovo incentivo, le imprese devono prestare particolare attenzione a diversi aspetti: Tempi L’incentivo Transizione 5.0 è già attivo e le aziende interessate possono iniziare a presentare le proprie domande. Tuttavia, è importante agire tempestivamente, i fondi per il biennio ammontano circa 6 miliardi di euro. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per il 31 dicembre 2024, ma si raccomanda di non attendere l’ultimo momento per avviare la procedura. Piattaforma dedicata Le aziende possono richiedere l’incentivo tramite il portale ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Sul sito del MISE è possibile accedere a tutte le informazioni necessarie, comprese le linee guida dettagliate, i moduli di domanda e i contatti per assistenza. Inoltre, è consigliabile consultare anche le associazioni di categoria e i consulenti specializzati per ottenere supporto nella preparazione e presentazione della domanda.

DDL concorrenza: novità per le startup

Il nuovo DDL del governo ha aggiornato anche, tra le altre cose, i parametri per le startup innovative. Vediamo insieme che cosa cambia rispetto a prima. Nuovi parametri Rientrano nella definizione di startup innovativa tutte quelle aziende micro, piccole o medie che entro 2 anni dall’iscrizione nel Registro speciale avranno un capitale sociale di 20 mila euro e almeno un dipendente. Se operanti in settori ritenuti strategici potranno mantenere la ragione sociale per 7 anni invece ce 5. Chi fonda una startup innovativa gode di vantaggi anche a livello fiscale e di accesso al credito. Questo per agevolarne lo sviluppo in tempi brevi. Previste maglie più larghe per il riconoscimento di incubatori certificati, sempre con lo scopo di agevolare il flusso di denaro verso l’innovazione. Qualche numero Ad oggi esistono 12.871 startup innovative in Italia, esse rappresentano circa 3,35% del tessuto produttivo del Paese. La media di capitale sociale si attesta sugli 89.000€. Il numero di startup innovative è in decrescita dal 2023 ma in realtà potrebbe anche essere un segnale positivo per l’economia italiana. Infatti nello stesso periodo è aumentato il numero di PMI innovative, vale a dire il passo successivo nell’evoluzione delle startup. Per quanto riguarda i campi principali possiamo dire che prevale quello dei servizi alle imprese con un solido 78,5% del totale con particolare attenzione a consulenze e software per le aziende.

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